domani sarà il 27 gennaio e cioè, il giorno scelto per ricordare quella parte della II guerra mondiale durante la quale si sono concretizzate le persecuzioni di ebrei, comunisti, omosessuali, zingari e tutti coloro i quali rappresentavano, o potevano rappresentare, non un ostacolo, ma anche semplicemente una voce di dissenso al regime, al pensiero e alla cultura nazista.
La novità è stata perseguitare un popolo e non i “nemici”. Pianificare la distruzione di una certa popolazione in quanto tale a prescindere da “come la pensano”.
Ricordo un vecchio post che avevo scritto, ormai parecchi anni fa, in cui dicevo che quando si parla della gente si dice: gli italiani sono, i francesi sono, gli inglesi invece, mentre gli spagnoli eccetera eccetera. Alcune caratteristiche umane vengono, cioè, assegnate e diffuse alla popolazione di una nazione. Ebbene. Consentitemi di aggiungere una generalizzazione per categoria: i tedeschi non hanno molta fantasia, non amano le sorprese e gli imprevisti, ma sono molto diligenti. Con la stessa diligenza con cui osservano le regole e con lo stesso scrupolo con cui realizzano gli elettrodomestici, hanno costruito e lavorato all’annientamento di un popolo.
Io credo che con la stessa serietà abbiano però poi saputo guardare a se stessi e riconoscere i propri errori/orrori. Certo, non amano essere criticati dagli altri, ma loro sanno e ricordano per non scivolare più nel disumano perché, come diceva Primo Levi, “se è successo una volta può di nuovo accadere”.
E noi? Facciamo che diventiamo un po’ più seri, nella vita di tutti i giorni, nel rispetto dei nostri principi e nella cura della Memoria storica?
Sono in tanti a darci una mano in questo compito. Ad esempio, oggi in via Piave 21, presso l’Archivio di Stato, viene inaugurata la mostra “A noi fu dato in sorte questo tempo”. E’ a 3 minuti dal Museo diffuso della Resistenza, vi scrivo l’indirizzo web per vedervi gli orari e le altre info: www.iltempoinsorte.it oppure www.museodiffusotorino.it
L’ingresso è libero.
Buona Memoria!