Costa come un ospedale…

di Roberto Topino

Consuma 2 milioni di litri di acqua al giorno.
Produce 150.000 tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno.
Costa 440 milioni di euro, come un ospedale, ma non cura le malattie, le fa venire!

L’alternativa esiste, è la raccolta differenziata: crea posti di lavoro, costa poco, recupera i materiali, non fa danni all’ambiente.

Se volete un mio parere, guardate qui.

Ci metto la faccia e la firma perché i rischi legati all’incenerimento dei rifiuti sono rigorosamente e scientificamente documentati e perché i rischi maggiori li corrono le donne e i bambini.

48 Commenti per “Costa come un ospedale…”

  1. Paolo Dice:

    Lasciamo perdere le leggende o i pregiudizi.

    Guarda che l’inceneritore non è l’alternativa alla raccolta differenziata!

    Quando c’è la raccolta differenziata, allora si può usare l’inceneritore per eliminare la frazione non riciclabile dei rifiuti.

    L’inceneritore è l’alternativa alle discariche che inquinano le falde!

  2. Roberto Topino Dice:

    L’inceneritore ha bisogno di una discarica, di quelle che inquinano le falde.
    La raccolta differenziata ricicla molte cose che bruciano.
    Una raccolta differenziata spinta rende inutile l’inceneritore.
    La frazione non riciclabile è fatta di cose che non bruciano.
    Parliamone pure e lasciamo perdere le leggende dell’inceneritore sicuro, che fa bene all’ambiente!
    Nel XVIII secolo il chimico e naturalista francese Antoine Lavoisier scoprì che in una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti. Questa osservazione venne resa pubblica come principio di conservazione della massa, comunemente conosciuta come legge della conservazione della massa. In questo modo Lavoisier demolì la teoria del flogisto, che è la teoria degli inceneritoristi di oggi.
    Ripeto: parliamone pure a fondo e firmiamoci con nome e cognome!
    E diamo retta ai medici!

  3. Paolo Dice:

    La discussione non comincia neppure se c’è chi non vuol sentire… neppure i medici!

    Lavoisier… ma per favore.

    Comunque il tuo consiglio è corretto: ascolta i medici!

  4. Roberto Topino Dice:

    Paolo dice: “Lavoisier… ma per favore”.
    Abbiate pazienza, ma si direbbe che per Paolo la terra sia ancora piatta.

  5. edimattioli Dice:

    @paolo una domanda:

    cosa vorresti “anche nel tuo giardino”

    1) un inceneritore con annessa discarica delle polveri altamente tossiche porodotte dall’inceneritore e l’aria infestata da nanoparticolato cancerogeno?

    oppure

    2) un impianto TMB tipo ARROW-BIO
    http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article3656
    oppure un impianto tipo Centro Riciclo Vedelago
    http://www.centroriciclo.com/

  6. matilde Dice:

    non sono in grado di parlare di Lavoisier o altri, ma vi posso dire che bisognerà studiare qualcosa per far funzionare questa famosa raccolta differenziata.
    Io vivo in zona differenziata, ma ci vorranno 50 anni prima di aver convinto e istruito tutti i cittadini.

  7. Roberto Topino Dice:

    Non è difficile. Basta separare carta, vetro, metalli, stracci, plastica, residui di cibo.
    Quello che resta, tipo le pile, non va bene per l’inceneritore.

  8. edimattioli Dice:

    per @matilde: per esempio …

    … COME PASSARE DAL 23% ALL’80% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A PONTE NELLE ALPI IN SEI MESI E IN CINQUE MOSSE (quarda il video della conferenza)

    http://www.pontenellealpi.com/elencoNews.asp?cod=411&titolo=Ottimi%20risultati%20con%20la%20raccolta%20differenziata

  9. edimattioli Dice:

    per @matilde: altro esempio …

    …Il Comune di Piane Crati, in provincia di Cosenza
    Ecco il paese senza cassonetti ricicla il 93% dell’immondizia
    http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/rifiuti-12/comune-calabrese/comune-calabrese.html

    ed infiniti altri … basta volerlo come cittadini … informarsi … e pretendere dagli amministratori pubblici che investano e potenzino nella filiera della gestione dei rifiuti differenziati nel trattamento meccanico biologico, negli impianti di compostaggio, invece di potenziare gli inceneritori … pensa … ci sarebbe anche il lavoro per molte famiglie
    con soddisfazione di Lavoisier (!) che sarebbe ben felice che la conservazione della massa dei materiali post-consumo (comunemente detti rifiuti) si trasformasse in nuovi materiali e non in nanoparticolato
    … riflettici … dipende molto da tutti noi … saluti&salute

  10. Paolo Dice:

    Ma ascoltate i medici?

    Non c’è UN medico al mondo che abbia dati scientifici da cui si possa affermare che un certo inceneritore abbia MAI provocato problemi di salute o inquinamento!

    E la gente che non ascolta gli esperti, pensa solo con il cosiddetto buon senso è quella che ritiene che la persona più competente per parlare di queste cose sia Lavoisier sono i peggiori ottusi idealisti con cui non è possibile discutere.

    È ovvio che abbiamo tutti paura delle cose nuove, ma proprio per questo ci sono gli esperti.

    È ovvio che l’inceneritore non distrugge i rifiuti pericolosi (non è il caso di scomodare i vostri mostri sacri), ma serve per gestirli meglio.

    È ovvio che è meglio tenerli sotto controllo e non abbandonarli in una discarica che favorisce pericolose concentrazioni (adesso aspetto che mi tiriate fuori anche Hahnemann).

    È ovvio che la raccolta differenziata deve essere spinta al massimo

    È ovvio che l’inceneritore costa di più che abbandonare i rifiuti pericolosi in discarica (o magari disperderli illecitamente).

    E per Matilde è ovvio che non ho problemi ad avere un inceneritore dato che abiterò al Gerbido!

    È ovvio che fare le cose per bene si può, mentre è molto più facile dire che non si può fare niente e continuare ad avere percentuali ridicole di raccolta differenziata (ehi, mi riferisco a Torino! quando saremo al 95% chiuderemo l’inceneritore).

    Tutto questo pare sia ovvio solo a me. Smettetela di inseguire ideali irrealistici per partito preso, pensate con la vostra testa, lo sviluppo sostenibile è possibile! Basta demagogie e ideologie, abbiamo già perso troppo tempo, bisogna muoversi.

    E per finire una domanda chi paga per Roberto Topino per scrivere questo blog?

    PS No, non mi rispondete, consideratemi un troll. Vi chiedo solo una cosa riflettete, ma di cose concrete. Addio.

  11. Roberto Topino Dice:

    E’ gia scritto su questo blog al post numero 532.

    Numerosi studi scientifici hanno riscontrato un aumento di tumori (linfomi e sarcomi) tra quelli che abitano nei paraggi degli inceneritori.

    P.S.: scrivo gratis, penso alla salute dei nostri figli, che non ha prezzo!

  12. Paolo Dice:

    Se fosse come dici tu, come mai le autorità competenti non hanno chiuso quegli inceneritori?

    Come mai gli aministratori non sono stati non dico condannati ma nemmeno processati?

    Riformulo la mia domanda: di chi è questo blog?

  13. Roberto Topino Dice:

    Ci sono dei processi in corso per malati da inceneritore e ci sono impianti che sono stati chiusi.

  14. Paolo Dice:

    Scusa se insisto, ma ho fatto un preciso richiamo ad attenerci ai fatti.

    Io non sto parlando di studi di rischi (peraltro importanti), di ipotesi di danni ma vorrei accentrare l’attenzione sui fatti e quando si parla di fatti non è corretto rimanere nel vago per suipportare la propria tesi.

    Gli amministratori degli inceneritori oggetto dello studio al messaggio 253 non sono stati MAI non dico condannati ma nemmeno processati, non c’è nessun procedimento a loro carico.

    È ovvio che ci sono dei processi in corso su qualsiasi argomento, ma dovresti citare gli inceneritori che sono stati chiusi e le motivazioni per cui sarebbe successo.

    E aggiungo che purtroppo la salute dei nostri figli HA un prezzo. sarebbe bello vivere in un mondo disponibile a pagare qualsiasi cifra per salvaguardare la salute dei propri figli ma non è così: siamo realistici. Riflettete un momento ma di cose concrete: quanto siete disposti a pagare ogni anno di tasca vostra per la salute dei vostri figli? Quello è il prezzo.

    È ovvio che mi piacerebbe poter spendere 100′000 euro per la salute dei miei figli, ma non ce li ho. Ne guadagno un quarto e devo anche dargli da mangiare. Pensare che lo stato debba farsene carico pagando cifre illimitate e del tutto irrealistico, lo stato vive sulle tasse che tutti paghiamo ma il budget è comunque limitato.

    RAGIONIAMO TENENDO I PIEDI PER TERRA, PER FAVORE.

  15. Roberto Topino Dice:

    I provvedimenti relativi agli inceneritori sono noti e non è questa la sede per riportarli.
    Basta fare una breve ricerca in rete.
    In ogni caso l’assenza di condannati non significa che l’inceneritore non sia pericoloso.
    Il discorso è simile a quello dell’amianto, i primi processi sono iniziati quando la pericolosità dell’amianto era conosciuta già da almeno 50 anni.
    Esiste, a livello europeo, il principio di precauzione che impone di non realizzare impianti che possono danneggiare l’ambiente e la salute.
    Non ho capito il discorso sulla salute dei figli (non stiamo parlando di beni in vendita).
    Direi che quando medici di tutto il mondo richiamano l’attenzione sui rischi di tumori e di malformazioni legati alla presenza di inceneritori, il fatto che ci sia chi li vuole realizzare comunque dovrebbe far riflettere sulla moralità di chi prende decisioni, che possono avere gravi ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
    Tutta la documentazione è pubblicata ed è a disposizione.

  16. Paolo Dice:

    Il discorso sulla salute dei figli è semplicemente questo.

    Tu dici che non ha prezzo e io ti dico che anche questa è una affermazione irrealistica perché il costo che la nostra società può affrontare per la salute dei nostri figli non è sicuramente infinito ma c’è un limite.

    Finché a pagare è una entità astratta e il prezzo è indefinito siamo tutti d’accordo, ma cerchiamo di essere realistici. Quanto ciascuno di noi è disposto a spendere di tasca propria per difendere la salute dei nostri figli? A me piacerebbe poter spendere cifre illimitate, ma non ce le ho.

    Facciamo discorsi concreti per favore e non demagogici o idealistici.

    Confrontiamo i rischi di un inceneritori con i rischi alla salute dovuti al traffico, agli impianti di riscaldamento, alle discariche incontrollate, alle scorie degli impianti nucleari, alla droga.

    E siamo realisti, i rischi ci sono sempre: impegniamoci per ridurli al minimo perché altrimenti non potremmo uscire di casa perché c’è sempre il rischio di essere colpiti da un fulmine.

    Perciò parliamo piuttosto di fatti concreti, quando si decide di costruire un inceneritore è perché i rischi sono già stati valutati da chi di dovere. Ignorare quelle decisioni significa vivere sulle nuvole.

    Ora è il momento di parlare di fatti concreti: quali danni hanno fatto gli inceneritori esistenti? Adesso è ora di lavorare perché si facciano le cose per bene. È possibile farlo, viviamo sulla terra non nell’eden, possiamo sempre migliorare.

    È ovvio che se ci fossero rischi concreti, l’inceneritore non verrebbe mai costruito. Se hai prove, denuncia. Se lo hai già fatto e non è successo niente è perché chi deve giudicare non condivide le tue opinioni. Chiediti perché piuttosto parlare di ipotetici rischi.

    Mi piacerebbe vivere in un ambiente incontaminato ma non è possibile.

    Tanto per fare un esempio del cavolo ho scelto di vivere in città consapevole dei rischi di essere travolto da una macchina mentre attraverso sulle striscie ma certamente non combatto una crociata per vietare il traffico automobilistico. Combatto battaglie molto più concrete usando i mezzi pubblici o la bicicletta; pretendo che il mio comune costruisca piste ciclabili non per permettere alle famiglie di andare a spasso con i figli nei parchi, ma per permettere alla gente di andare al lavoro in bici piuttosto che con i mezzi pubblici.

    Io non uso la macchina (e non ne posseggo una), differenzio tutti i miei rifiuti, d’inverno accedo il riscaldamento solo per raggiungere 19° C quando sono in casa. Questo è lo sviluppo sostenibile che ciascuno può e DEVE sostenere. Quando tutti faranno come me, l’inceneritore non servirà più.

    Teniamo presente che ciascuno di noi ha un impatto sull’ambiente, cominciamo ad essere consapevoli del proprio impatto ambientale prima di pretendere che gli altri lo riducano spendendo risorse che non controlliamo (e che forse non esistono).

    QUESTI SONO I DISCORSI CHE VORREI SENTIRE. Il resto è solo caccia alle streghe.

    Adesso l’inceneritore serve ed un passo avanti rispetto alla situazione attuale. Piacerebbe anche a me che non servisse, ma per ora non è ancora così e sicuramente quando non servirà più verrà chiuso. Lavoriamo perché l’inceneritore venga costruito bene, funzioni meglio e serva sempre di meno.

    Le utopie sono affascinanti ma io vivo a Torino non sulle nuvole.

    PS Non hai ancora risposto alla mia domanda: di chi è questo blog?

  17. Roberto Topino Dice:

    Il blog è libero! Per fortuna!
    Fai la raccolta differenziata e vuoi l’inceneritore…
    I rischi sono già stati valutati? Da chi? Ha un nome e un cognome?
    O è uno che vive sulle nuvole di diossina e nanopolveri degli inceneritori?
    I rischi li abbiamo già denunciati in tanti, è possibile che chi deve giudicare non abbia nozioni adeguate o che creda ai suoi “esperti”.
    Ripeto: Ci metto la faccia e la firma perché i rischi legati all’incenerimento dei rifiuti sono rigorosamente e scientificamente documentati e perché i rischi maggiori li corrono le donne e i bambini.

  18. Loredana Dice:

    E’ curioso che ancora oggi i favorevoli agli inceneritori (come a molte altre cose) non sappiano fornire dati o altre motivazioni ma sappiano soltanto tacciare i non favorevoli di nimbysmo e/o arretratezza.

    Che delusione!!!

  19. Paolo Dice:

    È ovvio che il blog è libero! Non hai risposto alla mia domanda: di chi è questo blog?

    È ovvio che voglio la raccolta differenziata, mi piacerebbe che tutti la facessero quanto la faccio io. Perché te ne stupisci? Ti ho già detto che l’inceneritore serve solo se c’è una raccolta differenziata e non la sostituisce!

    Io ho a cuore l’ambiente perché sono consapevole del mio impatto ambientale, e non perché seguo utopie.

    Parli sempre solo di rischi ipotetici: parla di cose concrete. I rischi sono già stati valutati da chi di dovere.

    Chi ha deciso la costruzione dell’inceneritore? Chi lo ha autorizzato? Chi ha analizzato l’impatto ambientale?

    Perché parli sempre di ovvietà e mai di fatti concreti?

    Se fosse come dici non staremmo neanche a parlarne perché gli inceneritori sarebbero fuori legge come per esempio il tritarifiuti nel lavandino di casa. Dato che non è così vuol dire che non è come dici: è un fatto.

    CONCRETEZZA: PARLIAMO DI FATTI, NON POSSIAMO PERMETTERE DI COMBATTERE CROCIATE IDEOLOGICHE.

    Come puoi mettere in discussioni le decisioni delle persone competenti se non sai neanche su cosa le hanno prese? Come puoi mettere in discussione la competenza di chi deve decidere se non sai neanche chi è?

    Prima si deve riconoscere l’autorità e la competenza altrui, e solo dopo si può instaurare un dialogo costruttivo. Partire lancia in resta al motto “inceneriamo l’inceneritore” serve solo a sprecare denaro pubblico.

    Stai solo sventolando slogan demagogici: a che serve? o meglio, a CHI serve? Sicuramente non serve all’ambiente né a migliorare il nostro mondo: scendi dalla tua nuvola di aria depurata e vieni a vivere tra di noi.

    È facile dire cosa si deve fare o non si deve fare quando è qualcun altro che deve farlo. Proviamo per una volta a fare qualcosa.

    È facile ignorare la realtà o certe domande e continuare a vivere nel proprio castello incontaminato sulle nuvole a pardere battaglie ideologiche.

    È facile pensare che gli altri siano tutti cattivi inquinatori e che sia tutta colpa loro, o che siano ignoranti del tempo delle caverne e che non sappiano che “Lavoisier ha illuminato il mondo”.

    Rimetti i piedi a terra. Quello che avevo da dire l’ho detto.

  20. Roberto Topino Dice:

    Già, di chi è il blog?

  21. Paolo Dice:

    Loredana, con quali mezzi vai a lavorare?
    Che temperatura hai in casa d’inverno?
    Che lampadine hai in casa?

    Io non taccio nessuno di nimbismo o di arretratezza, denuncio l’utopia di certe posizioni ideologiche contro le quali mi rendo conto non è possibile discutere perché l’ideologia vive di ideali puri e combatte solo per distruggere il nemico e imporrsi. Non c’è scienza in questo, né logica, né senso della realtà.

    Tutti possono parlare e dire la loro, e difenderò il diritto di ciascuno di dire la propria opinione anche se contraria alla mia.

    MA IL NOSTRO PIANETA HA BISOGNO DI COSE CONCRETE E SPRECARE ENERGIE PER LE UTOPIE NON È ECOLOGICO.

    Prima di ignorare la mia opinione, prova a rispondere alle mie domande. Lo so che è difficile perché c’è da mettere in discussione certe idee affascinanti e alla moda.

    Adesso vi faccio contenti, se non mi volete più sentire e io non mi prenderò più la briga di scrivere. Il mio contributo l’ho dato, non voglio imporre niente, volevo solo farvi aprire gli occhi.

  22. Roberto Topino Dice:

    Io mi scaldo col metano, vado a gas o in bicicletta e ho le lampadine a basso consumo.

  23. Paolo Dice:

    Ti ringrazio per le risposte, ma lo domandavo a Loredana. E non chiedevo cosa bruci per scaldarti (beh, certo chi usa caldaie elettriche per stare al caldo consuma energia pregiata) ma con che temperatura vivi in casa.

    Le domande che ti ho posto sono altre e non mi hai ancora risposto. Ne deduco che non ti interessi discutere.

    E non metto in dubbio la tua cultura ecologista, ci mancherebbe altro. Metto in guardia chi pensa che l’ambiente sia un problema degli altri a diventare consapevoli del proprio impatto ambientale.

    Lo dico ancora una volta: tutti abbiamo un impatto ambientale e ovviamente anche l’inceneritore ce l’ha.

    Ovviamente tutti vorremmo non averlo, ma siamo disposti o siamo in grado di ridurre il nostro impatto ambientale?

  24. Roberto Topino Dice:

    Il discorso è semplice: in tutto il mondo quelli che hanno costruito inceneritori, li stanno spegnendo (anche i tedeschi).
    Anche grandi città americane riciclano tutto.
    Perché costruire un nuovo inceneritore a griglia mobile (tecnologia obsoleta) quando è possibile, con minore spesa, realizzare un moderno impianto europeo di trattamento meccanico biologico, che non inquina e recupera i materiali?
    Inquinare e bruciare materie prime conviene solo a chi costruisce l’impianto e non abita nei paraggi.

  25. Roberto Topino Dice:

    Riceviamo dagli amici della Rete nazionale rifiuti zero della Toscana il seguente aggiornamento sulla situazione dell’ inceneritore di Pietrasanta in provincia di Lucca :

    “BLOCCATA UNA LINEA DELL’INCENERITORE VEOLIA DI PIETRASANTA (LUCCA)

    “In seguito allo sforamento dei limiti per le diossine avvenuto su una delle due linee dell’inceneritore nel febbraio scorso (ricordiamo che l’inceneritore di Pietrasanta, a seguito delle lotte dei comitati, è uno dei pochi in Italia dotato di un controllo in continuo delle diossine relativo però ad una sola linea) e in seguito alle riprese attività dei comitati locali e di Ambiente e Futuro la SECONDA LINEA DELL’INCENERITORE E’ STATA CHIUSA. Questo conferma che il tentativo di VEOLIA (ED ARPAT) di minimizzare lo “sforamento” che “sarebbe in realtà avvenuto poiché i risultati analitici sarebbero stati conseguenza di una “provetta sporca” E’ MISERAMENTE FALLITO. Si conferma altresi’ la necessità e l’utilità di TENERE IL FIATO SUL COLLLO delle situazioni dove si trovano gli inceneritori CHE SONO IMPIANTI SPESSO PROPENSI a “SCIVOLARE SULLE BUCCE DI BANANA”.

  26. Roberto Topino Dice:

    Il rischio di tumore aumenta sensibilmente se si vive nei pressi di un inceneritore di rifiuti. Con punte di rischio del 9,1% superiori alla media per determinate forme di sarcoma. Lo dimostra uno studio condotto dal dipartimento francese per la Salute e per l’Ambiente.
    Ma ecco i dati sulle forme di cancro più “sospette”: il cancro al fegato presenta un “eccesso di rischio” del 6,8% nelle aree con inceneritore; i linfomi maligni chiamati “non-Hodgkin” dell’1,9%; il massimo del rischio si presenta per i sarcomi dei tessuti molli: più 9,1. Inoltre, per tutte le forme di cancro tipicamente femminili – seno e utero per esempio – è stato riscontrato un eccesso di rischio medio pari al 2,8%. Per il tumore alla mammella, in particolare, la percentuale sale fino al 4,8%.

  27. Roberto Topino Dice:

    Paolo scrive: “Parli sempre solo di rischi ipotetici: parla di cose concrete. I rischi sono già stati valutati da chi di dovere”.

    Chi ha fatto la valutazione dei rischi dell’impianto del Gerbido ha anche elaborato un tariffario dei costi sociali legati alle malattie causate dall’inceneritore.
    Volete sapere quanto costa una tosse da inceneritore limitatamente a PM10, nitrati e solfati? Eccovi accontentati: 38 Euro l’anno. Se, poi, la tosse si cronicizza, diventa un po’ più cara: 89 Euro. Un cancro ai polmoni da idrocarburi policiclici aromatici? 7.854 Euro. Però, se vi accontentate di un cancro non fatale, ve lo portate a casa con soli 127 Euro: un affare. Per chi se lo può permettere, il cancro da cromo supera i 58.000 Euro, ma qui si va sullo status symbol.
    Un dubbio: come la mettiamo con l’innocuità del “termovalorizzatore” che a questo punto sarebbe più giusto definire “cancrovalorizzatore”?
    I documenti originali sono a disposizione per chi eventualmente fosse incredulo.

  28. edimattioli Dice:

    carissimi tutti …
    … è appurato ormai che tutti noi (paolo,loredana,roberto,matilde,edi, atc.etc.) fanno la raccolta differenziata, in casa tengono la temperatura invernale a 18°, utilizzano prevalentemente la bicicletta, e tante altre “buone pratiche” per non impattare sull’ambiente e per la sostenibilità … ma …
    non capisco più il seguito del discorso di alcuni che tollerano e sostengono che ci serve l’inceneritore piuttosto che un impianto di trattamento meccanico biologico, fra l’altro ambedue tecnologie esistenti e funzionanti disponibili da domani, ovviamente con differente costo e tempi di costruzione e impatto sull’ambiente … e poi … mi meraviglio di un’altra strana considerazione di chi è tanto attento all’ambiente e si fa caico di tante “buone pratiche” nel suo vivere quotidiano, ovvero quella di tollerare di bruciare “dico: BRUCIARE” risorse, materie prime … che senso ha tutto questo ??? …
    per un attimo ammettiamo di stare con “i piedi per terra tutti quanti” e di poter decidere una sequenza logica del processo di trattamento dei materiali post consumo (detti rifiuti!), senza prendere in considerazione gli effetti dannosi che produce ogni azione che prevede di bruciare qualcosa (bruciare a basse temperature = diosine , bruciare a alte temperature = nanoparticolato non biodegradabile) ed ignoriamo anche i danni alla salute (ammettiamo, per un attimo, che non ci siano ancora le prove , così come lo è stato per l’amianto fino a poco tempo fa)… e immaginiamo le fasi:
    1) prediligere l’acquisto di oggetti con meno imballaggi,
    2) fare la raccolta differenziata,
    3) per trattare l’ulteriore indifferenziato che residua domando: cosa vorreste “anche nel tuo giardino!”

    1) un inceneritore con annessa discarica delle polveri altamente tossiche porodotte dall’inceneritore e l’aria infestata da nanoparticolato cancerogeno?

    oppure

    2) un impianto TMB tipo ARROW-BIO
    http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article3656
    oppure un impianto tipo Centro Riciclo Vedelago
    http://www.centroriciclo.com

  29. Bufalino Dice:

    Vedo diverse strumentalizzazione sul tema. Per esempio, nel parlare dell’impianto di incenerimento progettato per Torino, lo stesso Topino riporta un commento presentato come tecnico da parte di Montanari (da cui ha estratto un brano nel suo intervento del 23 luglio) che però di tecnico non ha un bel niente (addirittura riporta un presunto scambio di battute con un ingegnere, senza però fare nomi, equivale a dire “me l’ha detto un uccellino).

    Per Edimattioli: stai confondendo le cose. La temperatura a 18 °C la tengo anche io, attenzione agli imballaggi la faccio anche io, bicicletta idem, a casa ho solo lampadine fluorescenti. Tutto ciò
    però, con la verità oggettiva sugli incenerimento non c’entra nulla.

    Nel mio blog porto le prove che Montanari, Topino e in generale il movimento antinceneritori dimostrano lacune notevoli di informazioni al pubblico. Di fatto quello che arriva ai cittadini è una unica campana, mentre l’altra è con disinvoltura tacciata con argomentazioni che vanno al di là degli aspetti tecnico/scientifici.

    Nessuno dice che gli inceneritori siano l’optimum. Però faccio osservare che l’incenerimento HA BISOGNO di raccolta differenziata e che diversi paesi europei mostrano alti tassi di recupero E ANCHE alti tassi di incenerimento.

    isoladikodiak.blogspot.com

  30. Roberto Topino Dice:

    Ho visto il blog bufalino, ma le prove contro me e Montanari non le ho trovate.
    Coraggio bufalino servono dati certi e non giri di parole!
    Tempo fa trovavo anche chi diceva che l’amianto non faceva male…

  31. edimattioli Dice:

    @Bufalino coincide con Paolo?
    mi sfugge il tuo pensiero ….
    … quando dici “l’incenerimento HA BISOGNO di raccolta differenziata” che intendi ??? a meno che tu pensi che diffrenziamo i rifiuti per poi bruciarli … separatamente !!!!! e anche nel tuo blog … che dire … non si capisce quale sia la logica … spero che vorrai spiegarci … saluti&salute

  32. bufalino Dice:

    La logica del blog è riportare dati verificabili – qui non si sottrae nulla al lettore, mentre Montanari non riporta nel suo blog o in nanodiagnostics le risposte che l’ARPAT ha rivolto direttamente a lui e alle sue osservazioni. La cosa è più che provata nel blog, basta leggere attentamente. Anche gli studi tradotti da Topino si basano su precedenti studi (quasi un copy&paste) i quali però hanno ricevuta replica punto su punto dall’HPA, ma anche di questo nei siti gestiti da Montanari non c’è traccia. L’intento è far emergere queste realtà, che altrimenti non arriverebbero al lettore.

    Gli inceneritori hanno bisogno di raccolta differenziata per essere efficaci. Il combustibile ottimale per i forni di combustione è organico secco (l’optimum è il CDR), questo significa che non ci deve essere traccia di organico umido che abbasserebbe le temperature di combustione rendendola inefficiente e aumentando la concentrazione di contaminanti nei fumi.

  33. Roberto Topino Dice:

    Bufalino, per non sottrarre nulla al lettore, ci spieghi cosa intendi per organico secco?

  34. bufalino Dice:

    Materiale organico che non sia costituito da scarti di cucina, per esempio. E’ quello con il migliore Potere Calorifico. Ho una tabella che riporta la classificazione del materiale e i relativi poteri calorifici, la recupero e la posto.

  35. edimattioli Dice:

    @bufalino, chiedo: coincidi con Paolo???

    ecco .. ora mi è chiaro!!! tu differenzi accuratamente per bruciare la plastica … che ha un migliore potere calorico … !!!

    non so come dirtelo … ma ciò non avviene!!!
    quando differenzi i materiali post-consumo, detti rifiuti, per esempio, le bottiglie di plastica, vengono fuse e prodotte nuove bottiglie di plastica

    guarda, per adesso lasciamo stare cosa esce dai camini …, lasciamo stare Montanari, Topino e tutti gli altri …

    vorrei sapere se ti sei mai chiesto, per esempio, cosa occorre per fare nuovamente bottiglie di plastica, se bruci tutte quelle che hai utilizzato almeno una volta??? e così per la carta, i metalli, l’alluminio ….

  36. Roberto Topino Dice:

    E’ noto, e bufalino lo sa sicuramente, ma non lo dice, che l’inceneritore lavora in perdita, nel senso che l’energia che recupera è inferiore a quella richiesta per produrre nuovamente i materiali bruciati.

  37. Bufalino Dice:

    In verità non mi è noto, o meglio non ho avuto modo di verificare.

    Sottolineo però che l’obiettivo dell’incenerimento non è la produzione di energia: ripeto, e sta scritto in qualsiasi libro di testo che affronti l’argomento, che l’obiettivio è ridurre il volume del materiale destinato a smaltimento in discarica. A condizione però, di recuperarne energia (e altre condizioni dettate dalla legge).

    Quindi il discorso di Topino non si pone, perchè l’incenerimento non si presenta come tecnologia di recupero, ma di trattamento. Trattamento che, per essere efficace, ha bisogno di differenziata (elimiamo tutto l’umido e gli inerti non combustibili). Più chiaro di così non so umanamente essere, e non coincido con Paolo.

  38. Roberto Topino Dice:

    Bruciare materie prime e poi produrne altre nuove.
    Già, più chiaro di così…

  39. edimattioli Dice:

    @bufalino

    dopo aver appurato che per quanto sai:

    l’obiettivio principale dell’incenerimento non è produrre energia ma è ridurre il volume del materiale destinato a smaltimento in discarica …

    è proprio basilare sapere se ti sei mai chiesto, per esempio, cosa occorre per fare nuovamente bottiglie di plastica, se bruci tutte quelle che hai utilizzato almeno una volta??? e così per la carta, i metalli, l’alluminio ….

  40. bufalino Dice:

    C’è il problema che non si può differenziare tutto nè riciclare all’infinito. Per ora chiudo, riscriverò a casa mia (cioè sul mio blog).

  41. edimattioli Dice:

    !!!!!!!!!!!!
    … forse anche i nostri amministratori la pensano così: “non si può differenziare tutto ne riciclare all’infinito” …
    invece, secondo questo ragionamento e con buona pace del nostro pianeta terra, si possono produrre materie prime all’infinito … qualcuno di sicuro farà una legge che lo stabilisce e … così sarà possibile !!!!
    che bufalino sia un politico?!

  42. matilde Dice:

    io sono sola, consumo poco ( anche per economia ) riciclo tutto, ma continuo a vedere che il discorso dell’ ambiente non interessa nemmeno la metà dei cittadini.

  43. Roberto Topino Dice:

    Paolo dice di ascoltare i medici, Beppe Grillo lo ha fatto!
    Vorrei che lo facessero anche i nostri amministratori (Comune, Provincia e Regione).

    Dal sito di Beppe Grillo

    I Nuovi Erode

    Gli inceneritori producono nanoparticelle. Le nanoparticelle entrano nell’organismo e producono tumori. La raccolta differenziata produce invece ricchezza e non avvelena l’ambiente. I bambini sono i più esposti alle malattie. Perchè in Italia si continuano a progettare, costruire, spacciare inceneritori invece di promuovere la raccolta differenziata? Chi ci guadagna? Chi sono gli spacciatori di morte? Chi sono i nuovi Erode?

    “Gentile Beppe Grillo,
    vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
    Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
    Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
    Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
    Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
    Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
    Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
    Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
    Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze.”

    Dott. Michelangiolo Bolognini Igenista – Pistoia
    Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale – Padova
    Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale – Firenze
    Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo – Genova
    Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo – Forlì
    Dott. Giovanni Ghirga Pediatra – Civitavecchia
    Dott. Stefano Gotti Chirurgo – Forlì
    Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale – Parma
    Dott. Ferdinando Laghi Ematologo – Castrovillari
    Dott. Antonio Martella Oncologo – Tossicologo Napoli
    Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo – Sassari
    Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale – Piacenza
    Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo – Forlì
    Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra – Forlì
    Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro – Torino
    Dott. Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale – Gubbio

  44. Iperbole Dice:

    mamma mia! ma quanto scrivete?!?
    Come di chi è il blog? SanPa_blo-G è di San Pablo-Cenisia, no? Ci scriviamo impunemente da anni… sarà il caso di chiedere un Lodo anche per noi?

  45. Roberto Topino Dice:

    Un rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica uscito recentemente (giugno 2008), analizzati i rischi anche dei più moderni impianti di incenerimento, raccomanda di non costruirne di nuovi per via delle gravi patologie provocate, che hanno un alto costo non solo economico, ma, soprattutto, umano!
    Si tratta di malattie che riguardano in prevalenza donne, bambini e nascituri.
    Noi medici non possiamo impedire la realizzazione di nuovi impianti, ma abbiamo il dovere di informare la popolazione e gli amministratori sui rischi per la salute di tutti noi.
    Purtroppo con i rifiuti si fanno anche soldi a palate e questo è il motivo principale del fatto che ci censurano.
    E’ democrazia?

  46. Gianfranco De Gregorio Dice:

    Vivo a 800 km da voi e leggo con passione ed interesse il vostro scambio di idee sull’inceneritore.
    Non sono un tecnico né mi arrogo il diritto di esprimere opinioni tecnicamente complesse.
    Mi piace però sottolineare ed apprezzare pubblicamente il senso civico, l’ostinazione e la non conformità (che testimonia onestà intellettuale) del pensiero e delle posizioni di Paolo.
    Vivo in una cittadina, Termoli, in cui si contesta la turbogas ma anche la possibile istallazione della prima centrale eolica off-shore a 3 miglia dalla costa. E mentre ci si preoccupa di queste “altrui” responsabilità si continua sistematicamente a depositare ogni sorta di rifiuti ai margini delle strade e dei cassonetti (vere e propri minidiscariche urbane), a fare una differenziata con percentuali ridicole, a sporcare le strade, a dissipare l’acqua, a evadere le tasse urbane, a usare i SUV per andare a mangiare la pizza in centro e parlare con 3 cellulari durante l’ennesima manifestazione della società “civile” contro le antenne delle TIM…
    Della serie: benvenuti in Italia, paese del “tocca sempre agli altri mai a noi stessi”. Non so esattamente di cosa abbia bisogno il nostro ambiente per essere protetto ed adeguato. Sò di certo di cosa non abbia bisogno: di ipocrisia, l’inquinante più subdolo e diffuso sulla cui massa sarebbe d’accordo persino Lavoisier.
    Bravo Paolo!

  47. Roberto Topino Dice:

    Ha ragione Gianfranco, non c’è soltanto il problema degli inceneritori.
    Ci sono anche i pesticidi, gli OGM, l’inquinamento delle acque e dell’aria, i SUV, le polveri sottili, le scie chimiche, gli ostacoli alla raccolta differenziata, l’amianto, la droga…
    E’ ora di alzare la voce!
    Noi lo stiamo facendo.

  48. Roberto Topino Dice:

    Correggo: costa 502 milioni di euro, è scritto su La Stampa di oggi.

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